LA NOCCIOLA


Il nocciolo è una specie importante per i tanti territori collinari del basso Piemonte, dove sostituisce la vite in altitudine o sui versanti più difficili. Oltre all'Alta Langa, la coltura interessa il Roero, il Monregalese, il Cebano e la piana tra Carrù e Farigliano. E' diffusa nell'Astigiano ed in alcune aree dell'Alessandrino. In queste zone non ci sono alternative colturali, pertanto rappresenta una coltura-chiave per il territorio. L'aspetto della redditività è molto importante per gli areali in cui è diffusa la coltivazione del nocciolo, ma non si deve dimenticare che essa consiste nel mantenere l'occupazione di zone altrimenti abbandonate ed il presidio di terriori geologicamente fragili in quanto soggetti a frane e smottamenti. La coltivazione in Piemonte produce frutti eccellenti, riconosciuti dall'Unione Europea con una specifica I.G.P. (Identificazione Geografica Protetta). La qualità della nocciola piemontese, la rinomata "Tonda Gentile" è stata sostenuta nel tempo da un'attività di ricerca svolta all'Università di Torino, la Comunità Montana, le associazioni dei Produttori e il CRESO (Consorzio di Ricerca per l'Ortofrutticultura Piemontese.) Il nome botanico del nocciolo è corylus avellana (famiglia Betulacea, ordine Fagales, classe Magnoliopsida); il nome del genere, Corylus, deriva dal greco kòris, elmo, in riferimento alla forma dell'involucro fogliaceo che ricopre il frutto; il nome della specie, avellana, si riferisce alla zona dell'avellinese, in cui veniva coltivato fin dall'epoca romana. La pianta ha un portamento cespuglioso, è di media grandezza (2-4m) con una spiccata attitudine a produrre polloni alla base della pianta stessa; questi polloni, prelevati dalla pianta madre, messi a radicare in vivaio per due anni e poi trapiantati, rappresentano la principale forma di propagazione del nocciolo. Il nocciolo è una pianta monoica, possiede cioè sia i fiori maschili, detti amenti (infiorescenze cilindriche raggruppate in numero di 3-5, lunghe 5-9cm che si sviluppano a fine estate e fioriscono in inverno), sia i fiori femminili, riuniti in gruppi gemmiformi dai quali sporgono gli stili color porpora. L'impollinazione incrociata di fiori appartenenti a piante diverse avviene grazie all'azione del vento, ma la fecondazione vera e propria avviene poi a Maggio quando l'ovario sarà maturato. Il frutto che si sviluppa è un achenio detto Nocciola, con un guscio che al termine del ciclo si presenta ligneo, avvolto in un involucro fogliaceo verde, sfrangiato, dal quale si stacca a completa maturazione (e cioè, nelle nostre zone, nella seconda metà di Agosto.) Il seme è detto gheriglio, ed è la parte edibile; esso è utilizzato sia fresco (raramente) che secco; è molto ricco di olio (dal 40 al 50%), ha un elevato valore nutritivo ed energetico: 100g di Nocciole sgusciate danno in media 700Kcal




PROPRIETA DELLA NOCCIOLA


La composizione chimica è la seguente:
5-6% acqua (nel prodotto secco)
14% sostanze zuccherine (saccarosio, fruttosio, glucosio, raffinosio)
60% sostanze grasse (di cui 93% grassi insaturi ed acido linoleico, e 7% grassi saturi quali l'acido stearico ed il palmitico)
16% sostanze proteiche (glutine, albumine)
2% sali minerali - vitamine A,B1,B2,C,E

La Nocciola piemontese presenta un'equilibrata composizione di acidi grassi, del tutto simile a quella dell'olio d'oliva; a questo proposito occorre ricordare che, durante la guerra, fu un valido sostituto dell'olio di oliva nelle zone in cui l'Olivo non si coltivava. Essendo inoltre le Nocciole la frutta secca con il più alto contenuto di alfatocoferolo (vitamina E), esse sono le più resistenti all'irrancidimento; questo ne fa un prodotto ultilizzato soprattutto nelle produzioni dolciarie di pregio. Sotto il profilo nutrizionale, la vitamina E rappresenta un potente antiossidante anche per l'uomo, con effetti anti-aging e sul benessere cardio-vascolare. Inoltre è in grado di proteggere la vitamina A dalla scomposizione e quelle del gruppo B dall'ossidazione. Questa vitamina nei processi energetici essendo anche un leggero vasodilatatore, svolge attività antitrombotica e di rinforzo delle pareti dei capillari; protegge inoltre dall'ossidazione diversi ormoni, consente una riduzione del fabbisogno di vitamina A, stimola la diuresi e migliora la messa a fuoco della vista.




LA NOCCIOLA NELLA STORIA


Il nocciolo è frequentemente associato al mistero e al soprannaturale: per esempio di legno di nocciolo sono infatti le bacchette degli Dei e quella utilizzata dal rabdomante per la ricerca dell'acqua. I Romani donavano piante di nocciolo come augurio di pace e prosperità, distribuendo nocciole e noci in occasione delle nozze per augurare fecondità agli sposi. Nella Farmacopea notevoli proprietà si attribuiscono alle preziose gemme del nocciolo, i cui principi attivi possono risultare utili come coadiuvanti nella cura di svariate problematiche. La nocciola, fonte di energia molto concentrata, è utilizzata dall'uomo come alimento già da millenni.




USI DELLA NOCCIOLA


Nella medicina popolare la corteccia dei rami è considerata valido rimedio come sedativo locale e cicatrizzante. L'uso principale, però, resta l'alimentazione; la Nocciola sgusciata , sia tal quale che tostata, viene utilizzata in cucina per piatti dolci ma anche salati: si va dalle torte, biscotti, budini, torroni, creme con il cioccolato, croccante, gelati - ai sughi, tagliatelle, carni (pollo e selvaggina), antipasti (crostini con lardo e granella di nocciola), contorni (cavolini di Bruxelles e fagiolini con nocciole.)