IL GRANO SARACENO

Il Grano Saraceno è una pianta erbacea con radice fittonante poco sviluppata, fusto cilindrico, glabro, eretto, cavo, di colore rosso o verdognolo. Le foglie sono alterne, lanceolate, provviste alla base di una formazione stipolare caratteristica, detta ocrea. L'infiorescenza ascellare o terminale è costituita da racemi corimbiformi, ermafroditi, senza petali, con cinque petali con fiori bianco-rosei o verdastri. I fiori presentano una eterostilia dimorfa: si possono riscontrare, infatti, fiori con lunghi pistilli e corti stami (tipo pin) e fiori con corti pistilli e lunghi stami (tipo thrum). L'impollinazione, incrociata, può essere sia anemofila che entomofila. Non tutti i fiori danno origine ai semi. Il frutto è un achenio di forma triangolare, al cui centro è posto l'embrione. A dispetto del nome, questo alimento non ha nulla a che vedere con il grano. Appartiene infatti alla famiglia delle poligonacee. Il grano saraceno è originario della Cina, dove è utilizzato per produrre pane, venne poi introdotto nell'europa dell'est, dove viene utilizzato per preparare il porridge o per accompagnare secondi piatti, al posto del riso.




ESIGENZE AMBIENTALI E TECNICHE CULTURALI


Le varietà di grano saraceno si distinguono per la grandezza del frutto, per il suo colore e per la presenza o meno di rugosità Il grano saraceno è caratterizzato da un accestimento rapido, per cui risulta altamente competitivo con qualsiasi altra pianta, e da una elevata sensibilità alle basse temperature e alla siccità prolungata. Per tali motivi, nelle zone a clima continentale, la semina deve essere fatta a primavera inoltrata, su terreno ben concimato (con concime organico) e arato superficialmente, distribuendo circa 100 kg/ha di seme in relazione al peso e alle modalità di semina (a spaglio o a righe). Durante il periodo di accrescimento la pianta non necessita di nessuna pratica colturale specifica. E' importante se si vuol ottenere un buon raccolto, avere sul campo alveari di api che aiutano l'impollinazione, in ragione di due per ettaro.




LA RACCOLTA TRADIZIONALE E MODERNA

La raccolta non può avvenire a maturità completa dei semi, basta solo che la maggior parte dei frutti abbia preso un colore più o meno scuro: essa viene eseguita a mano con la falce. I covoni si lasciano sul campo 15-20 giorni, affinché possa avvenire la maturazione completa dei semi; poi si esegue la trebbiatura. Per ettaro si ha una resa di circa 15 quintali di granella. In terreni poco fertili può essere coltivata come pianta da sovescio. Oggi giorno la raccolta viene effettuata in campo con trebbiatrici appositamente registrate, dal punto di vista meccanico. Successivamente il grano saraceno in granella viene essiccato al sole per alcuni giorni, affinché tutti i semi raggiungano la maturazione.




QUALITA' NUTRIZIONALI


Una caratteristica di notevole importanza sono le sue proteine, che contengono gli otto amminoacidi essenziali in proporzione ottimale.
Proprietà amminoacidi : efficaci nel contrastare il diabete,la depressione,l’osteoporosi,l’arresto cardiaco, i disturbi metabolici,l’impotenza,l’indebolimento delle difese immunitarie e inoltre hanno un effetto “ Anti-Aging”.
Il consumo inoltre può aiutare i vegetariani e le persone con patologie croniche al fegato e reni nel compensare possibile carenza di amminoacidi. Il grano saraceno è una buona fonte di fibre e di minerali, soprattutto manganese e magnesio. È privo di glutine, quindi è adatto per i soggetti celiaci. Fino a metà Novecento questa pianta veniva coltivata anche per uso farmacologico: da essa si estraeva la rutina, un flavone glucosidico utilizzato nel trattamento di disturbi dovuti ad anomala fragilità delle vene.




USO IN CUCINA

La farina di grano saraceno è l'ingrediente fondamentale nella preparazione della polenta taragna e dei pizzoccheri due piatti tipici della Valtellina e delle valli del bergamasco,inoltre trova impiego anche per la produzione di pane,biscotti e torte.