IL FARRO NELLA STORIA


II farro è stato alimento base per Assiri, Egizi e di tutti i popoli antichi del Medio Oriente e del Nord Africa. Da studi recenti, si ritiene sia la Palestina il luogo di origine del farro, (Triticum Diccoides) da cui si espanse in tutte le regioni allora conosciute. Questo prezioso cereale , consentì ai Legionari Romani, che lo ricevevano anche come paga, di conquistare il mondo di allora. Dopo averne smarrita la memoria per tanti secoli, ora è stato riscoperto il FARRO, considerato un vero "dono" della natura da buongustai e salutisti. . La riscoperta del FARRO, si deve ai Francesi che nell’ultimo ventennio hanno rilanciato la produzione di questo antico frumento in Alta Savoia per destinarlo all'alimentazione "naturale". Il FARRO è capostipite di tutti i frumenti oggi conosciuti, è stato per oltre 2000 anni l'alimento base d'intere popolazioni mediterranee ed asiatiche. Negli ultimi cinque secoli sono stati preferiti cereali moderni che danno rese quantitative sempre maggiori; il FARRO, infatti, può avere un raccolto all'ettaro anche sei volte inferiore al grano, in seguito alla necessaria brillatura (come per il riso) il prodotto finito si riduce ulteriormente al 50% del trebbiato. Negli ultimi decenni anche in Italia la riscoperta di questo prezioso alimento ha spinto coltivatori particolarmente sensibili alle problematiche ambientali, alla sua coltivazione con metodi tradizionali. IL FARRO - COME SI COLTIVA II FARRO si semina in ottobre/novembre ancora vestito e in quantità che si aggira sui 200 kg/ettaro. Predilige terreni a media giacitura in modo che non ristagnino molto le acque piovane ad un'altitudine di circa 200/600 mt. sul livello del mare. Le sue caratteristiche permettono una buona resistenza anche a climi difficili come in zone d'alta collina, non richiede alcuna concimazione se non quella d'origine animale eseguita nei mesi invernali. Il FARRO è una pianta resistente alle aggressioni di parassiti e alle infestanti. Nei mesi di giugno e luglio il prodotto viene trebbiato con mezzi meccanici (mietitrebbie), successivamente è consuetudine lasciarlo riposare alcuni giorni prima di iniziare la "spogliatura". Il FARRO (triticum dicoccum) appartiene alla famiglia delle graminacee come il grano tenero (triticum volgare) ed il grano duro (triticum durum). Le prime si differenziano da questi ultimi perché per il primo il pericarpo aderisce al chicco come avviene per l'orzo e l'avena. Le prime specie di frumento (sia grano tenero che duro) ottenute per incrocio, comprendevano una certa quantità di FARRO piccolo (triticum monococcum), coltivato in Turchia e di farro grande (triticum dicoccum) un tempo coltivato in Africa e Medio Oriente. Il "grano duro" come oggi conosciuto, discende dall'incrocio di "triticum dicoccum" e il grano tenero per farina (triticum aestivum). La scarsa conoscenza del FARRO ha fatto si che con questo nome si trovi oggi sul mercato oltre al "triticum dicoccum" (il vero farro o gran farro), anche il "tricocum spelta" (denominato "faricello" o "spelta" che è invece il falso farro).




IL FARRO – ELISIR DI LUNGA VITA


La riscoperta del FARRO non è semplicemente dovuta al rinnovato interesse per le vecchie tradizioni o il riavvicinamento ai cibi della cultura contadina, meno sofisticati e tutti indistintamente ritenuti più salutari, il benessere che si può ottenere da un costante consumo di FARRO è reale. Addentrandosi ancora di più nelle sue qualità si scopre che il FARRO è una ricca fonte di vitamine del gruppo A-B-C-E e sali minerali. Contiene fosforo, sodio, calcio, potassio e magnesio. Svolge azione ricostituente ed antianemica per la presenza di proteine, acidi grassi polinsaturi ed essenziali, ferro, manganese, rame e cobalto. La crusca e gli oli contenuti nel suo germe lo rendono un emolliente intestinale, antistipsi e rinfrescante. La sua caratteristica principale è comunque il suo potere antiossidante dovuto all'alto contenuto di selenio ed acido fitico che si oppongono alla eccessiva formazione dei radicali liberi che risultano i maggiori responsabili dell'invecchiamento e d'ogni forma di degenerazione cellulare.




IL FARRO IN CUCINA


II FARRO risulta essere povero d' aminoacidi essenziali, in particolare di lisine ed accostandolo a legumi ricchi di tali sostanze si compensa bene la carenza. Si può cucinare con tutti gli alimenti, anche se risulta ideale accompagnato da verdure e può essere utilizzato per qualsiasi piatto in sostituzione della pasta e del riso. Quasi tutte le ricette di minestroni, fino dall'inizio del secolo, includevano tra gli elementi base i cereali e tra questi in particolare il FARRO. Un largo uso ne veniva fatto per la preparazione di focacce, dolci, crostate ed altri dolci.